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“Tutti i muri sono ricoperti di versi” – Marina Ivanovna Cvetaeva Photography Poesia Street Photography 

“Tutti i muri sono ricoperti di versi” – Marina Ivanovna Cvetaeva

Come abbiamo più volte ripetuto, il fotografo è un intellettuale, un raffinato, un ricercatore.
Quando ci imbattiamo nelle parole della poetessa russa Cvetaeva, lo spirto guerrier c’entro ci rugge non può non incendiarsi d’ardore.

E nella sublime sua accezione di madre disattenta, e fervida poetessa, lei si muove con lentezza in un mondo lanciato verso il Futurismo, la velocità, il motore, e la Prima Guerra Mondiale.

A noi ci piace il suo modo di dire, che assomiglia troppo al muoversi del ricercatore di immagini, che si muove lentamente, mentre chi corre con macchine di velocità corre il rischio di rimanere in panne.

 


La distanza - con le gambe conquista!
questo è lo sguardo del pedone
al motore che s'è inceppato.

marina

Ode per l’andare a piedi

Nel secolo delle precipitose totali
fatali velocità -
gloria alla salda fratellanza
delle calcagna che vanno a piedi!

Sempre per rocce, sempre per sterpi,
in linea retta, fuori dalle strade
che assediano in forze
soltanto - la soglia della natura,

con insolenza calpestata dal secolo.
(Nel secolo delle turbine e delle dinamo
ormai soltanto gli sciancati possono vivere!)
... Ma lei tuttavia si vendica di voi
per il marchio della pubblicità
sul suo seno che vi nutre ...
No, apoda stirpe,
La distanza - con le gambe conquista!
Gloria alle grosse suole,
agli stivali con i chiodi,
ai camminatori, ai corridori -
alle divinità stivalate!

Ma se c'è al mondo un'ode
al Dio delle forze, al Dio delle montagne,
questo è lo sguardo del pedone
al motore che s'è inceppato.

Questo ghigno di mezzo metro,
semplicemente - più largo della faccia:
del pedone lo sguardo
al pneumatico che scoppia!

Guardate al suo torace
che si dilata con spocchia!
Parassiti dello spazio,
alcolizzati dei chilometri,

che fra la polverosa nuvola
delle acclamanti folle
si sfracellano.

                -Un Accidente?
Il palo della loro mattana.
Eccolo, dei fardelli sulla schiena
il flagello dei sognatori la spada!
Che la bella come un violentatore
invece e getta a terra "giaci!"

Non risponderà e giacerà!
come una tomba, come un giacimento,
ma non mostrerà la sua faccia
e l'anima non darà! ...

Niente a voi daranno
né aprile, né luglio,
oh senza occhi occhialuto
ben laccato zero!

Fra il Sud e il Nord
 rifornitore di trambusto!
Le vostre Ford (i record
di velocità: vuote cose),
le vostre Rolls e Royce sono
del serpente l'antica lusinga!
Figlio! Temi il Signore
che le gambe t'ha dato per vagare.

Bambole preziose
dell'Operà e della Madeleine,
vi ci vorrebbero le pantofole
silenziose dei morti - invece
delle barchette laccate.

Oh, fredda menzogna
delle forme di scarpe delle mannequins,
 delle suole che non camminano!
 
Gloria al Signore nel cielo -
al Dio delle forze, al Dio dei regni -
per il granito e per la ghiaia
e per lo spato e per il quarzo.

Per il resto in contanti
della selce sotto lo zoccolo ...

 

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